Avi Loeb sostiene di aver trovato frammenti alieni in un meteorite

Avi Loeb ha esaminato una meteora interstellare caduta nel Pacifico. E ipotizza che contenga pezzi di una navicella. Ecco tutta la storia

Avi Loeb sostiene di aver trovato frammenti alieni in un meteorite
Abraham “Avi” Loeb è un fisico teorico di fama internazionale specializzato in astrofisica e cosmologia, Loeb ha diretto il Department of Astronomy di Harvard dal 2011 al 2020, fondato la Black Hole Initiative e diretto l’Institute for Theory and Computation presso il Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics dal 2007. È anche membro di società scientifiche prestigiose come la American Academy of Arts and Sciences, la American Physical Society e la International Academy of Astronautics. Nel 2012, la rivista Time lo ha annoverato tra le 25 personalità più influenti nel campo della ricerca spaziale a livello globale. Perciò, quando Loeb parla, anche se le sue parole sembrano straordinarie, è difficile non ascoltarlo.

Frammenti alieni in un Meteorite

La storia di questa vicenda inizia con l’affermazione di Loeb, che ha recentemente rilasciato un’intervista al Daily Mail, sostenendo che i frammenti di un meteorite precipitato sulla Terra nel 2014 e inabissatosi nell’Oceano Pacifico contengano materiale “anomalo rispetto a qualsiasi lega creata dall’essere umano, ma anche rispetto alle sostanze note contenute negli asteroidi e a quelle provenienti da altre sorgenti astrofisiche”.

La Logica di Loeb

Se i frammenti non sono di origine umana e non hanno un’origine naturale conosciuta, l’ipotesi più plausibile, per quanto incredibile possa sembrare, è che abbiano un’origine aliena. Tuttavia, è necessario approfondire questa affermazione.

Provocatore?

Non è la prima volta che Loeb solleva un vespaio nella comunità scientifica con le sue teorie audaci. Nel 2021, affermò che l’asteroide interstellare ‘Oumuamua potesse essere il resto di una tecnologia aliena. Questa idea si scontra con l’ipotesi comunemente accettata che ‘Oumuamua provenga da un sistema stellare con due soli. In passato, Loeb ha discusso di buchi neri, dell’origine dell’Universo e di esplosioni di raggi gamma, facendosi notare per le sue teorie pionieristiche o addirittura provocatorie.

Le credenze di Loeb

Loeb ha sempre sostenuto che non siamo soli nell’Universo. Con il supporto dei nuovi telescopi, ha spiegato che sappiamo dell’esistenza di molti sistemi extrasolari con pianeti simili alla Terra, e probabilmente ce ne sono molti altri ancora da scoprire. Questo lo ha portato a credere nell’esistenza di altre forme di vita nell’Universo e a sfidare le convenzioni scientifiche.

Il Progetto Galileo

Non contento di sollevare questioni teoriche, Loeb ha avviato il progetto Galileo per cercare prove concrete di vita extraterrestre. Il progetto è finanziato principalmente da fondi privati ed è finalizzato a chiarire l’origine di ‘Oumuamua e a cercare segni di vita extraterrestre nel Sistema Solare e al di fuori di esso. Loeb crede che questo progetto possa fornire risposte definitive sulla possibilità di scoprire e identificare tecnologia aliena.

La comunità scientifica

Le reazioni alla sfida di Loeb sono state contrastanti nella comunità scientifica. Alcuni, come i ricercatori del SETI, sono entusiasti all’idea di esaminare da vicino oggetti come ‘Oumuamua. Tuttavia, altri si interrogano sulla validità scientifica delle affermazioni di Loeb e sulla reale possibilità di scoprire qualcosa di nuovo.

Il caso dell’asteroide CNEOS 20140108, IM1

L’ultima affermazione di Loeb riguarda un evento registrato a gennaio 2014 quando una palla di fuoco è stata rilevata dal Department of Defense statunitense mentre entrava nell’atmosfera terrestre. Questo oggetto è finito nell’Oceano Pacifico meridionale, al largo delle coste della Nuova Guinea, ed è stato denominato CNEOS 20140108, o IM1, poiché sembra provenire dall’esterno del Sistema Solare. Loeb ha guidato una squadra di ricerca nella zona in cui l’oggetto si è inabissato e ha recuperato materiali che sostiene essere frammenti di IM1. Questi frammenti, secondo Loeb, sono straordinari: sferette metalliche di meno di un millimetro di diametro, composte principalmente da ferro, silicio, magnesio e titanio, e caratterizzate da una resistenza superiore a qualsiasi altra roccia spaziale mai osservata.

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