I primi 12 cani salvati da Chernobyl che troveranno casa negli Stati Uniti

Intorno all’area di Chernobyl vivono centinai di cani randagi. Clean Futures Fund ne ha salvati una dozzina e li porterà negli Stati Uniti dove saranno adottati

Chernobyl
L’area intorno Chernobyl non è del tutto priva di vita, come si potrebbe pensare, ma ci sono molti operai della centrale nucleare e altrettanti cani randagi. Questi cani sono i discendenti degli animali domestici abbandonati durante l’evacuazione nel 1986. Sono stati cacciati dai boschi da branchi di lupi che li attaccano, sono malnutriti, esposti alla rabbia da predatori selvatici e bisognosi di cure mediche. Nel 2017 è stata fondata Clean Futures Fund (CFF), un’organizzazione senza scopo di lucro, istituita per prendersi cura di questi cani randagi nell’ambito del progetto “Cani di Chernobyl”.

Secondo un recente rapporto dell’agenzia statale ucraina che gestisce la centrale nucleare, una dozzina di cuccioli sono stati salvati dalla zona di esclusione di Chernobyl. Sono stati portati a Slavutych, dove c’è  un rifugio e dove sono stati lavati e curati. Dopo 45 giorni di quarantena i cani saranno mandati negli Stati Uniti per trovare casa. Si stima che oltre 250 cani randagi vivono intorno alla centrale nucleare e centinaia di altri vagano per tutta la zona di esclusione. Il CFF sta raccogliendo fondi per la sterilizzazione e la vaccinazione, creando condizioni più sicure per i lavoratori ma anche per gli stessi cani che saranno portati negli USA per l’adozione.

I cani randagi di Chernobyl

immagine: ©afpbb.com – video: ©youtube.com

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