Bigfoot (Sasquatch), l’uomo-scimmia

Il Bigfoot (Sasquatch) simile ad una scimmia, vive (si presume) nelle foreste nel nord-ovest del Nord America

Bigfoot (Sasquatch), l'uomo-scimmia
Il Bigfoot (detto anche “Sasquatch”, “Momo” o “piedone” in italiano), è una creatura leggendaria della cultura statunitense e canadese, le cui fattezze ricordano un grosso uomo-scimmia che vive nelle foreste.

La leggenda è diffusa in diverse aree del continente nordamericano (soprattutto in Washington, Oregon e California) nei quali sono frequenti in misura maggiore le segnalazioni di una sua presunta presenza (spesso testimoniata da foto e video di origine controversa o da orme considerate anomale). Negli Stati Uniti, circa il 15% della popolazione crede alla sua reale esistenza. La “Bigfoot Field Researchers Organization” ha stilato un rapporto sugli avvistamenti in ogni stato degli USA.

Storia

Il termine “Bigfoot” venne introdotto intorno al 1920 da John W. Burns, il quale, venuto in contatto con la riserva indiana dei Chehalis a Harrison Hot Springs (nella Columbia Britannica) apprese della leggenda di esseri giganti che abitavano la foresta. Queste creature, però, (chiamate “Sasquatch”) differivano dalla raffigurazione moderna del Bigfoot. Si trattava, infatti, di uomini veri e propri che parlavano, si vestivano, usavano utensili, dai capelli lunghi fino alla vita e non ricoperti di pelo.

Un’evoluzione nella raffigurazione di questi esseri avvenne nel 1957, quando, durante il centenario della Columbia Britannica, la comunità locale vicino alla riserva indiana decise di rilanciare la leggenda, organizzando una caccia al “Sasquatch“. Tale evento riscosse un certo successo, tanto che fu stabilita una taglia di 5000 dollari per la cattura di un esemplare vivo. Un certo William Roe affermò alla stampa di avere incontrato 2 anni prima la creatura, dandone una dettagliata descrizione: un grande primate femmina con lunghe braccia che arrivavano alle ginocchia, completamente ricoperto di pelo scuro. Così, nonostante la descrizione differisse completamente dalle leggende narrate dagli indiani, questa testimonianza impresse nell’immaginario collettivo la moderna raffigurazione del Bigfoot.

L’anno successivo cominciarono ad apparire in California le prime orme della creatura, ribattezzata “Bigfoot“. Un operaio dell’impresa edile, Ray Wallace, mentre lavorava, trovò delle enormi orme lunghe circa 40 cm. Tuttavia, le tracce rinvenute nella regione del Bluff Creek (California del nord), erano state realizzate da Ray Wallace stesso e, dopo la sua morte (nel 2002) la sua famiglia mostrò alla stampa un paio di stampi che aveva impiegato per realizzare la burla. Nonostante ciò, il mito del Bigfoot non morì, perché venne sì ritenuto che alcune orme fossero false, ma questo non implicava che lo fossero tutte.

Nel 1967, venne girato da Roger Patterson e Bob Gimlin un filmato lungo il Bluff Creek, che riprende un esemplare di Bigfoot attraversare una radura. Il “filmato Patterson-Gimlin” venne girato nella stessa zona dove erano state trovate le impronte realizzate da Wallace, durante una spedizione organizzata per cercare il Bigfoot. Roger Patterson morì nel 1972, sostenendo sempre l’autenticità del filmato. Divenne molto famoso perché fu l’unico a essere preso in considerazione dalla comunità scientifica. Però, successive analisi sulla pellicola indicano un’alta probabilità che si tratti di un falso. Dubbi sulla sua autenticità furono sollevati già dalla sua diffusione, Infatti, nel 2004, Bob Heironimus, nel libro “The Making of Bigfoot“, affermò di essere stato lui a vestire i panni della creatura. Aggiunse che il costume era stato realizzato dallo specialista di costumi Philip Morris.

Descrizione

Chi afferma di averlo visto, dice che la creatura camminerebbe in posizione eretta, sarebbe alta tra i 2 e i 3 metri e peserebbe oltre 200 kg. Sarebbe, poi, ricoperto da una folta pelliccia (che varia dal rosso scuro al nero). Infine, camminando, lascerebbe enormi e profonde impronte (di circa 43 cm).

Un gruppo internazionale di scienziati ha condotto una analisi genetica su 30 campioni di peli attribuiti a primati di dubbia esistenza come Bigfoot o Yeti, provenienti da Stati Uniti, Russia, Indonesia, India, Bhutan e Nepal rinvenuti negli ultimi 50 anni e ne ha pubblicato i risultati nel 2014 sulla rivista Proceedings of Royal Society, concludendo che tutti i campioni, tranne due, appartenevano a mammiferi noti.

Teorie sull’esistenza del Bigfoot

Esistono varie le teorie, riprese dalla comunità criptozoologica, sull’esistenza del Bigfoot. Si va dagli esemplari sconosciuti di primati alle creature aliene, fino ai megateri sopravvissuti all’estinzione.

Il primatologo John Russell Napier e l’antropologo Gordon Strasenburg hanno proposto la tesi secondo cui i Bigfoot potrebbero essere esemplari di ominidi sopravvissuti all’estinzione (i Paranthropus robustus). Purtroppo, però, i resti di questa famiglia ominide sono stati trovati solo nell’Africa meridionale.

Lo scienziato Grover Sanders Krantz (antropologo dell’Università di Stato di Washington e specialista di evoluzione umana) e il primatologo Geoffrey Howard Bourne hanno ipotizzato che il Bigfoot potrebbe essere una specie relitta di “Gigantopiteco” (un primate gigantesco considerato estinto e trovato fossile in Asia) evoluto, il quale avrebbe attraversato un ponte di ghiaccio tra Asia settentrionale e America del nord (come fecero altri esseri viventi, incluso l’uomo). Il Gigantopiteco (Gigantopithecus blacki) visse davvero in Asia orientale insieme agli umani (“homo erectus” e “homo sapiens”) e si estinse circa 100.000 anni fa. Invece il ponte terrestre di Bering fu attivo da 135.000 a 70.000 anni fa.

Altri, invece, sostengono che il Bigfoot possa essere imparentato con lo yeti del Tibet o con l’alma della Mongolia.

Testimonianze

La prova più verosimile dell’esistenza fu un video girato il 20 ottobre 1967 dai cacciatori Roger Patterson e Bob Gimlin. La pellicola mostra una creatura molto alta e dalla folta peluria nera/grigia, capace di camminare sulle zampe posteriori. Nel filmato, girato vicino al fiume Bluff Creek, si osserva la creatura procedere con passo malandato, girarsi verso i due uomini e poi addentrarsi nella foresta. Secondo il regista John Landis si tratta di un uomo travestito da bigfoot e John Chambers avrebbe realizzato il costume (vinse un premio Oscar per il trucco e i costumi per Il pianeta delle scimmie), ma lui stesso ha smentito più volte tale ipotesi. Nel 2004 Bob Heironimus confessò sul libro “The Making of Bigfoot“, che era stato lui a vestire il costume da gorilla e ad apparire in questo video. Il costume era stato creato dallo specialista dei costumi Philip Morris della Carolina del Nord e venduto in seguito a un documentarista dilettante di nome Roger Patterson per 435$. Heironimus avrebbe camminato in costume di fronte a Patterson per 1.000$. Patterson fino alla sua morte (1972) ha sostenuto l’autenticità del suo filmato.

Nel 2013 la signora Sylvia Minthorn avrebbe raccontato al giornale locale che nella riserva indiana di “Umatilla” si sarebbero ascoltate urla durante la notte, attribuite al Bigfoot. Colleen Chance, membro di una comunità tribale, avrebbe registrato le urla con il cellulare. Invece, Carl Sheeler, responsabile del programma di tutela della fauna selvatica, lo ha attribuito a un puma o a una volpe, concludendo che l’eco tra le zone paludose del Canyon darebbero un’impressione inquietante del genere. Nei racconti dei nativi americani, però, il Sasquatch non è ritenuto un prodotto suggestivo, ma è creduto esistente.

Nel 2002, in Germania, venne prodotto un film, “The Untold“, tratto da un resoconto di 3 esploratori nelle foreste nordamericane. Il film narra le vicende di 2 uomini e 1 donna alle prese con un animale, forse un grizzly. Secondo uno degli esploratori gli attacchi da loro subiti furono opera di un bigfoot, poiché, secondo i suoi resoconti, questo animale avrebbe preso massi e tronchi con le mani, era bipede, corpo scimmiesco, ma coda assente. Gli altri 2 esploratori, invece, negarono un attacco da parte di un sasquatch.

Nel settembre del 2012, Hunter Rick Dyer sostenne di aver ucciso un Bigfoot. In un’intervista del 2013 dichiarò che il Bigfoot era del 100% reale. Affermò, inoltre, di aver portato il corpo della creatura in un posto sconosciuto e di avere delle prove scientifiche per via di un test del DNA e una scansione ottica in 3D, che però non sono mai stati pubblicati.

Secondo il KSAT.com, nel 2014, il sig. Dyer avrebbe pubblicato l’aspetto della creatura che dice di aver soppresso in Texas. In realtà, però, l’unica prova che Dyer ha rilasciato è un video granuloso e di breve durata, che mostrerebbe un Bigfoot fuori dalla sua tenda nei pressi di una zona boschiva, e un sito web di sua proprietà che racconta in modo disordinato dell’incontro con il Bigfoot e tra cui la data del suo sito appariva: 6 settembre 2012. Nel 2008, Dyer e un suo socio ebbero una storia simile che si rivelò falsa, e il corpo del Bigfoot che i due sostenevano di avere si rivelò una tuta da scimmione in gomma.

Uno studio, iniziato nel 2012 e reso pubblico nel 2014, dalla Royal Society ha sottoposto 57 campioni di peli, ritenuti come presunti resti di bigfoot, all’esame di fluorescenza macroscopica, microscopica e infrarossi con l’intento di eliminare eventuali residui di non peli. Di tutti i campioni esaminati, 37 sono stati selezionati per l’analisi genetica. La corrispondenza dei campioni si è rivelata del 100% appartenente ad animali comuni, di cui la maggior parte ancora esistenti, come il lupo, l’orso, il procione, e altri mammiferi.

Nel 2012 il 44enne statunitense Randy Lee Tenley, dopo essersi travestito indossando una ghillie suit, si appostò di notte sul lato destro della superstrada “Highway 93” con l’intento di inscenare un avvistamento Bigfoot, ma, al passaggio della prima auto venne investito, mentre la seconda, che era a pochi metri dalla prima, lo travolse mentre era ancora a terra, uccidendolo. Gli inquirenti, con l’intento di risalire all’accaduto, interrogarono alcuni amici di Tenley, la cui risposta fu: “Voleva impersonare Bigfoot“.

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