Quali sono le differenze tra amicizia maschile e femminile?

Lei cerca l’amica del cuore per confidarsi, lui gli amici per divertirsi. Gli uomini si trovano più a loro agio nei gruppi e le donne in coppia

Quali sono le differenze tra amicizia maschile e femminile?
Quali sono le differenze tra amicizia maschile e femminile? L’amica del cuore di una donna è una persona con cui confidarsi perché è certo che saprà ascoltare e dare consigli. Invece, il miglior amico di un uomo è un compagno con cui passare il tempo e fare qualcosa come giocare a calcetto, andare a una partita di calcio, bere una birra. Di conseguenza, un uomo single ha 4 volte più probabilità di avere un “amico intimo” rispetto agli uomini sposati, mentre per le donne la differenza è quasi inesistente.

Le relazioni di amicizia di uomini e donne si fondano su basi diverse

In un’analisi di Anna Machin, psicologa dell’Università di Oxford (Regno Unito), è emerso che le coppie di amiche si somigliano tra loro soprattutto per livello di istruzione, tipo di senso dell’umorismo, affidabilità e felicità. Invece, le coppie di amici maschi si somigliano tra loro soprattutto per potenziale finanziario, socievolezza, affidabilità e tipo di connessioni sociali.

Inoltre, le donne (di solito) scelgono l’intimità delle relazioni “a due“, mentre gli uomini si trovano più a loro agio nei gruppi. Il sociologo inglese Támás Davíd-Barrett ha esaminato 20.000 immagini utilizzate come fotoprofilo su Facebook e ha scoperto che nelle foto dove erano presenti due persone di età simile, si trattava di solito del profilo di una donna. Invece, se c’era un gruppo di persone (una squadra sportiva per esempio) si trattava quasi sempre di uomini.

La tendenza a stare in gruppi o in coppia di maschi e femmine è innata

L’evoluzionista dell’Università di Harvard (Usa), Joyce Benenson, ha dimostrato che le bambine di 4-5 anni preferiscono guardare burattini che interagiscono in coppia, mentre i maschi pupazzi che sono in gruppo.

Invece, la ricercatrice della Newman University (Regno Unito), Emma Powell, ha provato che, tra i 7 e i 10 anni, i maschi giocano molto più di frequente in gruppi grandi di coetanei, le femmine in quelli poco numerosi.

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