Paul Amadeus Dienach nel 1921 scrisse dei diari che raccontano i dettagli del nostro presente

Nel 1921 Paul Amadeus Dienach scrisse dei diari in cui diceva di aver vissuto nel 3906, raccontando dettagli sul nostro secolo

Paul Amadeus Dienach nel 1921 scrisse dei diari che raccontano i dettagli del nostro presente
Paul Amadeus Dienach, l’uomo del futuro. Paul Amadeus Dienach, nato a Zurigo nel 1884, fa carriera come insegnante di tedesco e di francese. Poi, contrae l’encefalite letargica e muore nel 1924. Questa malattia è clinicamente morta da quasi un secolo e caratterizzata da uno stato letargico o comatoso che può durare ore, giorni, settimane, mesi e anni.

La storia

Paul viene colpito da encefalite letargica nel 1917, poi una seconda volta nel 1921 (dove rimane in uno stato comatoso per un anno). Al risveglio gli viene diagnosticata la tubercolosi. Così, si sposta ad Atene, dove insegna tedesco e francese e conosce Georgios Papachatzis, un allievo a cui affiderà la traduzione dei suoi diari in punto di morte.

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L’allievo greco riceverà le 800 pagine dei diari nel 1924 (anno della morte di Dienach), ma le pubblicherà soltanto 50 anni dopo.

Il contenuto di queste pagine è incredibile: Paul raccontava di un anno avventuroso vissuto nel 3906 (quando era in un letto nell’ospedale di Zurigo. Racconta di essersi risvegliato nell’anno 3905 con il nome di Andreas, accudito da alcuni infermieri che parlavano una sconosciuta lingua nordica e dove il mondo era cambiato.

Il racconto è tratto dal libro “Chronicles from the Future”:

Il XX e XXI secolo sono funestati da guerre mondiali, dall’oppressione dell’uomo sull’uomo e dal mancato rispetto della natura. I valori cambiano e lo smodato consumismo distrugge il pianeta e le coscienze degli uomini. Sono anni dove il potere economico e politico è detenuto da un Nuovo Ordine del Mondo. Violenza e povertà dilagano, in particolare in Africa e in Asia. Il pianeta è sovrappopolato e Marte diventa la meta di una colonia terrestre, che dura poco, perché dopo una sessantina d’anni un evento catastrofico spazzerà via tutti i 20 milioni di persone che lo abitano“.

Nell’anno 2309 il Vecchio Continente sarà quasi completamente annientato da una guerra nucleare. La popolazione sopravvissuta sul pianeta inizia a migrare, e nell’Europa del sud arrivano genti dal nord. Gli uomini sono ormai quasi privi di una qualsiasi forma di vita spirituale“.

Segue l’età degli eroi che per i nostri posteri è l’Era Antica o Eldere, durante la quale, alla fine del XXIV secolo, nasce un governo mondiale, che porta legalità e ordine: il pianeta non è più diviso in nazioni, e tutti si sentono cittadini della Terra. Il rinascimento inizia nel 2894, in un luogo tra Grecia e Macedonia chiamato Valle delle Rose, dove nasce il Movimento dei Duecento, dal quale riparte una nuova spiritualità ed anche un uomo nuovo dal punto di vista fisico, frutto di un modo di vivere diverso, più libero e gioioso“.

Arriva, infine, l’età della ragione che per i nostri posteri è la Nuova Era o Nojere, dove spicca un uomo Alex Volky, che nel 3382 libera gli uomini dal dolore e insegna loro a trovare una nuova spiritualità e una gioia immensa grazie alla meditazione, talmente forte da risultare mortale se non si è pronti a riceverla“.

Un futuro utopistico che prevede anche che si lavori soltanto 2 anni della propria vita (dai 19 ai 21), poi ognuno è libero di occuparsi di quello che più gli piace, non esiste più il concetto di proprietà privata, non esiste più il matrimonio a scapito dell’amore libero, se non per la procreazione (che deve essere autorizzata dallo Stato per evitare la sovrappopolazione del Pianeta).

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