La lettera del 1973 scritta da una donna analfabeta al marito emigrato

La lettera d’amore al marito emigrato: era il 1973 e l’ha “scritta” una donna analfabeta. Hanno sviluppato un loro codice segreto

La lettera del 1973 scritta da donna analfabeta al marito emigrato
La lettera scritta da donna analfabeta al marito emigrato. La lettera, datata 2 novembre 1973, è stata recuperata dallo scrittore Gesualdo Bufalino, personalità letteraria di Comiso (Ragusa). La lettera apparteneva ad una donna siciliana analfabeta che stava scrivendo al marito emigrato in Germania. Non sapendo scrivere realizzò un carteggio fatto di immagini e disegni stilizzati. Ogni disegno rappresentava alcune vicende accadute all’autrice, comunicando con il marito lontano in questo modo.

Grazie alla traduzione che Gesualdo Bufalino ha improntato nel suo libro “La luce e il lutto“, si possono interpretare i pittogrammi improvvisati dalla donna siciliana e capire cosa stava cercando di raccontare al marito lontano.

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L’interpretazione di Bufalino:

Amore mio caro, il mio cuore è trafitto dal tuo pensiero lontano, e ti tendo le braccia insieme ai tre figli. Tutti in buona salute, io e i due grandicelli, indisposto, ma non gravemente, il piccino. La precedente lettera che t’ho spedito non ha ricevuto risposta e ne soffro. Tua madre, colpita da un male, si trova in ospedale, dove mi reco a trovarla. Non temere che ci vada a mani vuote; né sola, dando esca a malelingue: m’accompagna il figlio mezzano, mentre il maggiore rimane a guardare il minore. Il nostro poderetto, ho provveduto che fosse arato e seminato. Ai due “giornalieri” ho dato 150.000 lire. Si son fatte le elezioni per il Comune. Ho votato Democrazia Cristiana, come il parroco m’ha suggerito. Per la Falce e Martello la sconfitta è stata grande: come fossero morti, in un cataletto.

Ma che vincano gli uni o gli altri, è tutt’una. Nulla cambia per noi poveretti: abbiamo zappato ieri, zapperemo ancora domani. Molte ulive quest’anno, dai nostri ulivi. L’uomo e i due ragazzi che ho assunto, l’uno per bacchiarle, gli altri per raccoglierle a terra, mi sono costati 27.000 lire. Altre 12.000 lire le ho spese per il frantoio. Ne ho ricavato tant’olio da riempire una giara grande e una piccola. Posso ricavarne il prezzo corrente che è di 1.300 lire al litro.

Amore lontano, il mio cuore ti pensa. Ora, soprattutto, che viene Natale e vorrei essere insieme a te, cuore a cuore. Un abbraccio, dunque, da me e dai tre figliolini. Arrivederci, amore caro, il mio cuore è tuo e ti sono fedele, unita a te come i nostri due anelli.

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