Perché diciamo le parolacce?

Le parolacce possono ferire ma anche far ridere e aiutano persino a sopportare il dolore

Perché diciamo le parolacce?
Perché diciamo le parolacce. Le parolacce vengono utilizzate per esprimere le emozioni negative. Ad esempio, è opportuno dire “fare un bisogno” o “andare in bagno” piuttosto che dire “andare al cesso“. Posso dire “escremento, cacca, pupù“, ma se la chiamo “m****a” non va bene. Perché quel termine è utilizzato per le emozioni negative (fa venire in mente schifo, puzza). Quindi, le parolacce sono “parole magiche” perché esprimono le emozioni negative più forti.

Le parolacce, però, possono essere usate anche per far ridere, come insulto o per sopportare un dolore.

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Le parolacce fanno ridere

Infatti, le usano i comici perché “rompono” le regole quando meno te l’aspetti.

Le parolacce possono essere usate come insulti

Se dico a qualcuno “cretino“, gli sto dicendo che è diverso dagli altri, anormale, inferiore. Quindi, con gli insulti si può ferire.

La parolaccia serve a sfogare uno stress

La parolaccia serve a sfogare uno stress che non riusciremmo a esprimere con parole “normali“. Ad esempio, se indossiamo la maglietta preferita e ci cade addosso la tazza di latte, non diremo: “oh, come sono sfortunato“, ma potrebbe uscire dalla bocca una parolaccia.

La parolaccia aiuta a sopportare il dolore

Alcune ricerche hanno dimostrato che imprecare aiuta a sopportare il dolore. Gli scienziati dell’università di Keele (Regno Unito) hanno fatto un esperimento: ad alcuni volontari hanno fatto immergere le mani in un secchio d’acqua gelata. Chi si sfogava con una parolaccia, riusciva a resistere per il 30% di tempo in più rispetto a chi diceva una parola qualunque.

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