L’invasione delle locuste che sta distruggendo l’agricoltura

Un’invasione di milioni di locuste sta distruggendo l’agricoltura in Africa, Asia. E ora tocca all’Europa

L'invasione delle locuste che sta distruggendo l'agricoltura
L’invasione delle locuste: Africa, Asia e Europa. Nei mesi scorsi nubi di locuste si sono impadronite dei cieli del Corno d’Africa, abbattendosi sulla vegetazione. Dopo quest’attacco, il più imponente da decenni, ora una nuova invasione, grande 20 volte la prima, minaccia di divorare Uganda, Kenya, Etiopia e Somalia.

Uno sciame largo 5km quadrati ha già invaso alcune regioni a nordest dell’Uganda. Secondo le stime dell’agenzia Onu per l’alimentazione e l’agricoltura, il numero di questi insetti potrebbe aumentare di 20 volte. “Dobbiamo agire ora per evitare il peggio“, ha dichiarato John Karongo, agronomo della Croce Rossa.

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Una “minaccia inedita” per proporzioni e conseguenze l’ha definita la Fao che ha lanciato l’allarme: le uova deposte dalle locuste iniziano a schiudersi.

Altro che coronavirus, noi siamo tutti terrorizzati dalle locuste, non si parla d’altro qui” dice Yoweri Aboket, contadino di un villaggio ugandese al confine con il Kenya. “Quando atterrano sul nostro terreno, lo distruggono totalmente“. E un mancato raccolto di manioca significa fame da quelle parti. Uno sciame di un chilometro quadrato può mangiare quanto 35 mila persone e percorrere 150 km al giorno. Devasta raccolti e decima pascoli. Decine di milioni di persone rischiano la fame.

A complicare gli sforzi per arginare il disastro sta arrivando il Covid 19

Si sta combattendo su due fronti: contro il nuovo virus e contro le “cugine delle cavallette“. I casi di Covid 19 registrati per ora sono pochi ma crescono in modo esponenziale. Molti Paesi hanno imposto il lockdown, ma nonostante le restrizioni alla circolazione del personale e delle attrezzature, la lotta alle locuste continua con operazioni di monitoraggio e irrorazione di pesticidi.

Il virus ha avuto conseguenze anche sulle consegne di irroratori e pesticidi. “La sfida maggiore al momento sono i ritardi nella fornitura di pesticidi“, ha detto Cyril Ferrand, a capo del team di resilienza Fao per l’Africa orientale. “La nostra priorità è quella di scongiurare l’esaurimento delle scorte in ogni Paese. Sarebbe un disastro per le popolazioni rurali: i loro mezzi di sussistenza e la sicurezza alimentare dipendono dal successo della nostra attività“. Mancano 40 milioni di dollari per affrontare la sfida locuste.

I training continuano ma a piccoli gruppi” ha detto Ambrosa Ngetich, della Fao. Visto i limiti alla circolazione del personale sul campo, l’agenzia sta intensificando la raccolta di dati da remoto, invitando tutti i Paesi a usare eLocust3, un’app che registra e trasmette via satellite i dati in tempo reale.

Legame tra cambiamento climatico e crisi

Il problema è a monte, come ha ricordato António Guterres, segretario generale dell’Onu: “C’è un legame tra il cambiamento climatico e la crisi senza precedenti dell’invasione di locuste che affligge l’Africa orientale. Mari più caldi significano più cicloni che generano il terreno fertile ideale per le locuste“.

Ritornano le cavallette anche in Sardegna

Dopo l’invasione dell’estate scorsa, sono ritornate le cavallette in Sardegna divorando foraggio, grano, erba medica e qualsiasi cosa trovano sulla loro strada.

Quest’anno sono comparse in anticipo rispetto al 2019 e in numero maggiore. L’epicentro continua ad essere la valle del Tirso, nel centro Sardegna, e i paesi che vi ruotano attorno Ottana, Bolotana, Orotelli, Sarule.

E’ già da 10 giorni che i terreni dei nostri agricoltori sono preda delle cavallette” – ha spiegato il presidente della Coldiretti Nuoro-Ogliastra Alessandro Serra – “e oltre ai paesi vicino alla valle del Tirso quest’anno sta colpendo anche la bassa Ogliastra e qualche paese del Sarcidano. Lo scorso anno avevamo chiesto un aiuto alla Regione per il dissodamento dei terreni in estate e primo autunno, in maniera tale da scalzare le uova che le cavallette depongono in quel periodo ma purtroppo non è stato fatto niente. Né potevamo trattare i terreni con antiparassitari che inquinano molto, in piena pandemia. L’unica cosa da fare ora è procedere al dissodamento dei terreni con tempestività“.

La Coldiretti ha chiesto l’aiuto della Regione. “Per procedere al dissodamento dei terreni con tempestività chiediamo risorse alla Regione, quantomeno per poter acquistare il gasolio agricolo per i trattori che dovranno iniziare ad arare i terreni e pagare la manodopera che dovesse essere impiegata dalle aziende agricole, già piegate dalla crisi causati dal coronavirus“.

Fonte: corriere.it e ansa.it

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