Okinoshima, l’isola giapponese dove le donne non sono le benvenute

- Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2018 -

Okinoshima dove le donne sono bandite e i visitatori maschi devono fare il bagno nudi in mare prima di visitare il suo santuario

Okinoshima

L’isola di Okinoshima si trova nella prefettura di Fukuoka, nel Giappone meridionale, ed è considerata terra sacra. In passato è stato un importante luogo di scambio tra l’arcipelago giapponese, la penisola coreana e il continente asiatico. A testimoniarlo ci sono numerosi  resti archeologici preservati praticamente intatti e ritrovati in diverse zone dell’isola.

Essa ospita il santuario di Okitsu, dove è venerata la dea Tagorihime preposta a proteggere i naviganti. Solo i sacerdoti maschi possono recarsi in adorazione ed è permanentemente presidiata da un sacerdote shintoista che prega la dea. Una volta l’anno un numero limitato di uomini è ammesso a visitarla, ma prima di accedervi devono sopporsi a un rituale di purificazione facendo il bagno nudi in mare. Inoltre devono rispettare regole severe e non possono portar via niente dall’isola né parlare del viaggio. Le donne, invece, sono bandite perché considerate “impure” a causa del sangue mestruale. Nel 2017 Okinoshima è stata dichiarata patrimonio dell’UNESCO e si è deciso di precludere il suo accesso a chiunque, tranne ai sacerdoti e agli studiosi per scopi di ricerca e conservazione. Lo scopo è quello di proteggerla dai curiosi che si avvinerebbero senza la dovuta preparazione.

L’isola dichiarata patrimonio dell’UNESCO

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